// //

Rassegna stampa formazione e catechesi

Papa Francesco e i vescovi del Cile tra Ratzinger e Balthasar

vescovi cileniA cura di P. Pietro Messa, ofm

Papa Francesco martedì 15 maggio 2018 ha consegnato ai vescovi del Cile una lettera di sintesi e riflessione circa la difficile situazione ecclesiale cilena; nel testo il pontefice elencando i problemi non parla solo degli abusi sessuali ma anche di potere e sulle coscienze. Prendendo come riferimento l'affermazione di san Giovanni Battista secondo cui il Signore deve crescere e lui diminuire il papa esorta ad andare alla radice dei problemi indicata nel fatto che la Chiesa stessa si è messa al centro dell'attenzione rimuovendo la centralità di Cristo.  E così mediante un'atteggiamento elitario, chiuso ad ogni confronto, ha perso di profezia a motivo dell'autoreferenzialità. Tale aspetto, che può essere definito una vera e propria malattia, era già stato stigmatizzato ad esempio durante il pontificato di Giovanni Paolo II. 
Così la relazione finale della seconda assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi svoltasi nel 1985 afferma: "La Chiesa si rende più credibile se parla meno di se stessa e predica sempre più Cristo Crocifisso (cfr. 1 Cor 2, 2) e dà testimonianza con la propria vita". La fonte di tale espressione è l'intervento che l'allora cardinale Joseph Ratzinger fece al Sinodo in quanto Prefetto della Congregazione della dottrina della fede: "È di capitale importanza rendersi conto che occorre ripensare la Chiesa nella sua qualità di mistero, cioè nel suo aspetto trascendente di riferimento a Cristo; la questione del potere nella Chiesa non potrà essere tema centrale […] D’altro canto, una Chiesa che parla troppo i se stessa e si preoccupa troppo di sé, non parla in realtà bene di se stessa". Poco prima dell'assemblea svoltasi nel dicembre 1985 il teologo Hans Urs von Balthasar ebbe a dire: "Ciò che gli uomini d’oggi cercano è la luce: Cristo. Non capisco come si possa parlare della Chiesa senza Cristo e tuttavia, questo accade. Questa Chiesa, che dovrebbe insegnare solo Cristo, lo fa in modo credibile? Non è forse troppo preoccupata di se stessa, della sua struttura, dei suoi sacramenti, della sua catechesi e predicazione? Una cosa è chiara: una Chiesa che non pone l’accento nello stesso modo in se stessa e in Cristo non ha credibilità".
Henri De Lubac definisce tale atteggiamento come "mondanità spirituale", un pericolo richiamato spesso da papa Francesco di cui la sinodalità, ossia l'ascolto del sensus fidei del popolo credente è uno degli antidoti.

Per un approfondimento cfr. 
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_cti_20180302_sinodalita_it.html

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_cti_20140610_sensus-fidei_it.html

Lettera del Pontefice ai vescovi cileni


Share this post

Submit to FacebookSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn